ROMA - E' di 92 morti accertati il nuovo bilancio del terremoto in
Abruzzo, secondo quanto riferiscono all'ANSA fonti dei soccorritori.
Non sono stati diffusi i dati sui feriti e sui dispersi, mentre
migliaia sono gli sfollati. La scossa, alle 3.32, di magnitudo 5,8 a
8,8 km di profondita', ha avuto come epicentro una zona al nord de
L'Aquila. Decine le scosse che sono seguite avvertite dalla
popolazione. In moto la macchina dei soccorsi da tutta Italia,
Berlusconi si reca a L'Aquila, firmato decreto per emergenza nazionale,
questa sera consiglio dei ministri straordinario.
VITTIME:
sono 92 finora i morti accertati. Ma il tragico conto e' destinato
salire viste le drammatiche condizioni dei centri storici colpiti dal
sisma. Non si conoscono ancora il numero dei feriti e dei dispersi.
Sono
almeno 26 i Comuni interessati in modo ''serio'' dal terremoto, e i
danni riscontrati, i crolli di case vecchie, ma abitate e addirittura
di almeno quattro palazzi, letteralmente implosi all'Aquila, fanno
temere che il numero delle vittime sia destinato a salire e che sia
possibile determinarlo solo tra molto tempo. In molti paesi come Santo
Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, San Pio, Villa
Sant'Angelo, Fossa, Ocre, San Demetrio ne' Vestini e i centri
dell'Altopiano delle Rocche, sono distrutte moltissime abitazioni del
centro storico, mentre presentano danni costruzioni piu' recenti e
anche in cemento armato.
La situazione piu' drammatica e' nel
capoluogo e in alcune delle sue frazioni, come Onna, quasi rasa
completamente al suolo, e Paganica, dove sono gia' state registrate
numerose vittime. Nel centro storico dell'Aquila vi sono numerosi
crolli, moltissimi edifici lesionati e alcuni palazzi non antichi
crollati completamente.
Particolarmente complicata la
situazione all'ospedale dell'Aquila, a sua volta lesionato in alcune
parti dalle scosse sismiche. Le linee ferroviarie principali,
riferiscono le Ferrovie dello Stato, sono tutte operative, mentre sono
in atto gli accertamenti sulle linee regionali. Le infrastrutture
centrali di Telecom Italia, sia nella telefonia fissa che in quella
mobile, non hanno subito danni nel terremoto della notte scorsa in
Abruzzo. In corso controlli sulle autostrade.
SOCCORSI:
Il presidente del Consiglio ha annunciato la firma di stato di
emergenza nazionale. Il Consiglio dei Ministri e' convocato per questa
sera alle 19.00 a Palazzo Chigi. Colonne di soccorso sono in viaggio
praticamente da tutta Italia. Dal Lazio sono partite intorno due
colonne di uomini e mezzi della Protezione civile della Regione. Circa
40 le squadre con piu' di 200 volontari che hanno raggiunto l'Abruzzo,
altrettante sono pronte ad operare.
Partita anche una task
force vicentina, con una decina di uomini e quattro automezzi, mentre
tra qualche ora si muoveranno anche 100 volontari alpini. Dalla Toscana
partira' la prima colonna mobile di soccorso che dispone di strutture
di soccorso, cucina da campo, servizi igienici, coperte e tende per 160
posti letto. Partiranno da Legnano (Milano) per L'Aquila 50 persone
della Protezione Civile della Lombardia, con un centro polifunzionale e
una tendopoli per 250 sfollati. In corso in tutta la regione il
monitoraggio degli edifici scolastici danneggiati dal sisma. Tredici
minori dell'Istituto penale minorile dell'Aquila stanno per essere
trasferiti in altre sedi.
L'AQUILA. Centinaia
di persone in strada, accampata nelle piazze, nei parcheggi dei
supermercati, anche nei campi sportivi. E, purtroppo, anche morti in
strada, cadaveri estratti dalle macerie dei palazzi crollati e adagiati
in terra coperti da un lenzuolo. Per le strade vagano decine di
giovani, vecchi e donne, molti con delle coperte sulle spalle, altri
ancora in pigiama; i volti tirati, lo sguardo ancora impaurito dopo la
scossa, violentissima, di questa notte.
E a rendere ancora più
difficile le situazione delle migliaia di sfollati, le continue scosse
di assestamento: l'ultima in mattinata che ha fatto crollare diversi
cornicioni e cadere tegole. In piazzale Paoli all'Aquila, in una zona
centrale della città, uno stabile di quattro piani è venuto tutto giù:
dentro vi erano numerose stanze date in affitto a studenti, dal momento
che il capoluogo abruzzese è sede di un ateneo.
Tre giovani
sono stati estratti vivi dalle macerie. Per un quarto non c'è stato
nulla da fare. Ricerche frenetiche sono in corso tra Vigili del Fuoco,
protezione civile, carabinieri. Tribunale evacuato perché inagibile ad
Avezzano (L'Aquila). Tutti i dipendenti sono ora fuori il palazzo. Il
sindaco Antonio Floris, intanto, ha disposto la chiusura di tutti gli
uffici pubblici in città.
EDIFICI EVACUATI ANCHE FUORI ABRUZZO Una
palazzina in cemento armato, con gravi lesioni strutturali, è stata
evacuata la scorsa notte dai Vigili del Fuoco di Sora, in via
Marsicana, nel territorio di Sora. La scossa sismica che ha avuto come
epicentro l'Aquila è stata avvertita in tutta la zona del Frusinate ed
in particolare nella valle di Comino, che è proprio a ridosso di
Avezzano e dell'Aquila.
SI SCAVA TRA SILENZIO E PIANTI
C'e'
chi chiede il silenzio improvviso - in ansia - per dare segnale ai
soccorritori: si cerca di carpire, di ''scavare con le orecchie'', tra
quei blocchi di cemento e mattoni che potrebbero nascondere qualche
vita in cerca di uno spiraglio di uscita. Ma e' il pianto di qualche
familiare che rida' il segnale al rumore delle macchine escavatrici,
alle braccia instancabili di tutti quelli che tra queste macerie sudano
e imprecano per strappare alla morte qualche altro abitante sorpreso
nel sonno da questa immane tragedia.
Si continua a scavare
all'Aquila in almeno cinque punti critici della citta' dove intere
palazzine sono venute giu' come castelli di sabbia imprigionando tutto
e tutti. Soprattutto gli universitari, i cui parenti adesso assistono
chi in lacrime, chi con lo sguardo fisso, chi inebetito, al lavoro dei
soccorritori. Si cerca perfino nello squillo dei cellulari, come
traccia o segnale che avvicini i soccorritori ai corpi.
La
scena di disperazione e l'intervento di squadre tecniche di speleologi,
si cerca di andare a conquistare qualsiasi anfratto tra le macerie dove
si spera possano essere state create delle camere d'aria che possano
salvare gli abitanti dei palazzi.
Le ricerche sono frenetiche,
non si riesce ancora a definire bene il numero delle persone sepolte, e
per questo si cerca di carpire qualsiasi dettaglio o informazione ad
amici, conoscenti e familiari. Ed e' ancor piu' drammatico quando dalle
macerie i bracci meccanici delle ruspe tirano via tra colonne di
cemento armato e termosifoni anche i lettini di inermi bambini.